Anastomosi linfatico venose (ALV)

Anastomosi linfatico venose per linfedema secondario del braccio in esiti di mastectomia e chirurgia in ascella

Previa iniezione di verde di indocianina, si esegue photo dynamic eye (pde) per valutare la presenza di linfatici superficiali (0.2-0.5 mm) e delimitare l'area con stravaso (linfedema).
Si marcano i vasi sulla pelle prima della chirurgia. Iniezione di patent blu tre cm prima dell'incisione cutanea e esecuzione al microscopio delle anastomosi.
Vedi altre gallery
Anestesia
Sedazione/generale
Durata
120-200 minuti
Ospedalizzazione
Degenza ordinaria
Riposo
30 giorni
Controlli
In relazione all’intervento
Effetti
Nei primi 3 mesi
Prezzo
Strettamente dipendente dalle variabili legate al trattamento.
Vantaggi
Miglioramento del linfedema
Cosa è compreso nel prezzo
• quota equipe chirurgica 
• quota equipe anestesista
• quota sala operatoria 
• materiale e personale di sala 
• degenza 
• visite e controlli post operatori
Indicazioni
Linfo Risonanza Magnetica, Photo Dynamic Eye e altri esami specifici consentono di individuare quali tratti dei vasi linfatici funzionano. Se un segnale lineare è visibile (linfatico continente), poi il segnale si perde (linfedema con linfa accumulata nel sottocute), ecco che il primo tratto può essere interrotto e “ collegato” a una piccola vena vicina in modo che la linfa esca dal linfatico e entri nella vena, senza essere dispersa nell’arto generando linfedema.

Linfedemi sia primari che secondari possono beneficiare delle anastomosi linfatico venose se piccoli tratti di questi sono funzionali. L’intervento consiste in piccole incisioni di circa 3 cm sull’arto con linfedema; con l’ausilio di un microscopio molto potente e adeguata colorazione dei vasi che hanno diametro compreso tra 0,3 e 1 mm si esegue l’intervento. Tale tecnica può essere combinata al trapianto di linfonodi e liposuzione settoriale.

L’obiettivo degli interventi è ottenere un miglioramento che sia stabile nel tempo risolvendo o attenuando la causa stessa del linfedema. Si tratta di interventi per cui definire una percentuale di miglioramento esatta è difficile dati i tanti parametri da cui il risultato dipende. La diminuzione della circonferenza dell’arto non è l’unico parametro da valutare; la diminuzione degli episodi di infezioni (linfangiti) è altrettanto importante.

Non esistono, attualmente, alternative.
L’intervento
In anestesia generale o sedazione, dopo opportuna visualizzazione del decorso dei vasi linfatici al microscopio, si eseguono piccole incisioni cutanee di circa 3 cm alla ricerca dei vasi linfatici (circa 0.5 mm di diametro). Individuato il linfatico e una piccola vena circostante, si esegue un bypass, ossia si collega con fili molto sottili il moncone terminale del linfatico con la porzione prossimale della vena in modo che la linfa scorra dal linfatico alla vena. In tal modo non uscirà dal vaso linfatico più a monte. Una buona anastomosi funzionante potrebbe bastare per ottenere miglioramenti tangibili, oppure se ne può eseguire più di una. L’intervento lascia esiti cicatriziali minimi ma necessita dello strumentario tipico della microchirurgia.

Falsi miti
Un quadro di linfedema cronico in cui la linfa stagnante si è pian piano trasformata in tessuto adiposo (lipedema) raramente beneficia di questa tecnica.
Il ritorno a casa
Il dolore è limitato. Un gonfiore transitorio per le prime due settimane accompagna una stabilizzazione delle pressioni nei vasi linfatici e venosi.
Risultati attesi
I risultati sono molto variabili, ma come detto, non esistono alternative. Non mi piace dare percentuali senza aver visto di cosa si tratta.
Possibili complicanze
Non esistono grosse complicanze chirurgiche se non la bassa percentuale di miglioramento.
PreviousNext
Per info e appuntamenti
329.2552897
Nome e Cognome E-mail Telefono A che ora possiamo contattarti ? Seleziona il trattamento Messaggio I tuoi dati saranno trattati in base alla legge sulla privacy (D.Lgs. 196/2003)